Ad un certo punto
della nostra vita può capitare che (sarebbe auspicabile capitasse che) per
desiderio di giustizia ed onestà troviamo opportuno compiere unicamente degli
atti virtuosi, logici e conseguenti, volti ad indicarci la via per la saggezza.
Benvenuta, giunge la necessità di fare delle cose che abbiano veramente un
senso. Desideriamo ciò avvenga non solo per noi, ma anche per il pieno beneficio
di altri. Perché li teniamo in considerazione e ambiamo a proteggerli. Quelli
che chiamiamo “i nostri cari”. Siano amici o parenti. Per loro, soprattutto, cerchiamo di compiere
delle azioni che possiedano una valenza universalmente positiva. Che
arricchiscano la nostra e la loro esistenza, impedendo che questa si logori e si
abbruttisca. E’ esattamente questo tipo di coerenza che ha indirizzato
minacciosamente la mia autovettura verso Roma, nei pressi del luogo dove passeggia
Capezzone.
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