mercoledì 2 ottobre 2013

“TOrri, TOrtelli, TOtani, TOssine / NIcchiano NIdi, NInnano NInfetti, / NOn NOminando NOtti NOvembrine // CONtrastano CON CONcavi CONfetti / TEste TEatrose, TEnere TErrine.”

Non è un balocco di Bartezzaghi, sono versi di una poesia. Eccone altri: "voi che vegliate al vento dei miei versi, / vulvacce vispe, vergini a vedersi, / vulgivaghe, vassalle, vampiresse, /...".
"Non mi capiscono? Che studino!" sentenzia l'autore del cataplasma. Studiare cosa, scusi...? Quale disciplina? Su che testi?: "Lo sfratto della lingua dall'età puerile a quella senile"?, oppure  "Avevo un idioma e l'ho buttato nel cesso"?
Edoardo Sanguineti (Genova, 1930 - 2010, è stato un poeta e scrittore italiano).
Con tutto il rispetto, mantengo l'opinione che egli abbia pseudosollazzato solo quelli che visitati (per circostanze ancora da indagare) dalla luce di un sapere superiore (circostanza indagata e confutata), si sono dati alla cultura pur essendo che quest’ultima non li aveva proprio cercati.
Dal resto dell’umanità è stato, giustamente, ignorato. Ha però contribuito in modo davvero speciale, con illimitata pervicacia, nel consolidare l’idea che la poesia sia della roba inutile ed illeggibile perché sostanzialmente incomprensibile e ostile.
Non ce l’ho con lui, è che non ce l’ho proprio.
Pensate che uno studio nell’ambito della zoologia degli invertebrati ha dimostrato che persino le spugne, anche se proto, posseggono un cervello. Avessero avuto anche una penna, giungerebbe dal paleozoico (piuttosto che dal 1963) la nostra riconciliazione con la poesia?
Questo era un post.
Il seguente è un pre:
Bisognerebbe pregare i signori poeti di scendere dal cielo in terra. Ti vanti di avere una buona padronanza della parola? Sii buono, scrivi un modello di “Deliberazione del comitato locale sulla raccolta delle immondizie fuori del cortile”. Non vuoi? Dici di avere uno stile più elevato? Dunque scrivi un esemplare articolo di fondo rivolto ai popoli del globo: può esserci forse compito più elevato? Solo allora crederemo che le tue esercitazioni nel campo della poesia abbiano un reale significato, che il tuo nobile lavoro possa essere utilizzato per migliorare la vita degli uomini. Allora nessuno avrà da ridire neanche sulle tue poesie nebulose e incomprensibili. Ma allo stato attuale, nel campo dell’arte verbale abbiamo soltanto ingegneri e neanche un operaio o un artigiano. E allora, che senso hanno i progetti elevati?


Vladimir Vladimirovič Majakovskij (1893 –1930)

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