Ma vA laska!
Coltivo da tempo l’intenzione di una lettura più
approfondita di parte dell’opera di Nietzsche.
Friedrich Wilhelm Nietzsche; lo dico perché magari qualcuno
potrebbe pensare ad un altro autore.
“Chi lotta contro i
mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu
riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te".
Durante l'approccio leggo le note di presentazione della sua
opera, dalle quali si evince la convinzione che, non avendo il progresso
scientifico portato la felicità, l’uomo cerca dentro di sé l’equilibrio avvertendo la mancanza di certezze: il superuomo, l’oltreuomo!
Nella dilazionabile attesa di buttarmi nel gravoso progetto
(non è agevole, diciamolo) cincischio con la stampa quotidiana, prediligendo
comunque notizie propedeutiche al concetto di superuomo, oltreuomo.
Uno di questi figuri risponde al nome di Andrew Skurka, il quale, gravemente
infettato dalla noia, ha deciso di fare il giro dell’Alaska. Lo ha compiuto in
176 giorni. (National Geographic, marzo 2011 - lo sapete, i dentisti con le
riviste fanno così...). E’ un’impresa che nessuno aveva mai osato compiere.
Nemmeno immaginare. (Quella di Skurka, intendo, non quella di farti trovare una
rivista aggiornata nella sala d'aspetto dello studio).
Si è trattato di percorrere a piedi, sugli sci ed in zattera
la bellezza di 7530 chilometri attraverso otto parchi naturali e varie catene
montuose del territorio dello Yukon.
Io penso che quasi tutto il freddo e l’acqua del mondo
stiano di casa lì, dove è andato lui.
Non riesco a capire che immagine si sia fatto di quei luoghi
prima di partire, ma suppongo che almeno qualche cartina deve pur averla
sbirciata. Comunque sia, ce la fatta. E’ persino tornato.
Nell'attesa del trapano, come non essere ansiosi di sapere
dall'impavido esponente della specie, dal superuomo, quali silenzi perenni,
quali segreti solenni e immacolati dimorino in quelle terre fino ad allora
inviolate?
Appunto; sapete che cosa dichiara il buon Andrew a chi lo interpella circa la sua
incredibile avventura? Con quali inesplorate verità riemerge da questa
mirabolante impresa? Eccone una: “Malgrado
gli sforzi, la neve, sciogliendosi, inzuppava i miei scarponi di cuoio".
Inzuppava, capite!! Nel buco del culo del mondo del freddo e delle nevi, Skurka aveva gli scarponi inzuppati!
Esattamente come capita a me quando vado a trovare gli zii a Bormio in un
giorno di pioggia.
Endriù, dimmi che
non è vero, che la rivista non ti ha pagato abbastanza, che il freddo ha
conglomerato i tuoi neuroni!
Per il resto, caro, audace escursionista, tutto bene? Hai
messo a rischio la tua sopravvivenza? Quali vergini immagini faticosamente
trasporti da quel ritrovo di glaciazioni? Che ci dici, insomma?
Lui, al solo ricordo, frigna.
"Di notte tutto
si congelava e al mattino dovevo infilare i piedi negli scarponi ghiacciati”.
Non mi dire! Terra ingrata, neanche un minimo di comfort, una boule tiepida, un
distributore di cordiale.
Skurka, senti a
me, non cercare il freddo per il letto, come si dice. Comprati un plasma, sono
in offerta, mettiti un pigiama asciutto e guardati il ghiaccio alla TV.
La legenda (con una g,
prego) spiega che ora risiede a Boulder (Colorado). Nonostante il disonore
arrecato, è stato generosamente riammesso in comunità con una pacca sulla
spalla e un buono per tre punch. Quando lo hanno riaccompagnato a casa perdeva
ancora qualche lacrimuccia, mitigata solo dalla promessa di erigergli un
monumento. Al limite ignoto.
Oltre al
National Geographic hanno parlato di lui il New York Times, The Wall Street
Journal, Fox News Channel, National Public Radio, National Geographic Adventure
e Men's Journal.
La Settimana Enigmistica, invece, non lo ha considerato
proprio, neanche per la rubrica "Forse
non tutti sanno che..." (a mettere i piedi nella neve ci si bagna).
Nietzsche Friedrich Wilhelm, ti leggerò prima o poi, ma
andiamo per gradi: se riguarderò a lungo in un abisso (tipo Endriù) scorgerò per ora solo un
garbuglio di sinapsi che tarda a farsi il nido.
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