venerdì 7 febbraio 2014

Ci sono quelli che scrivono sulle pareti delle cabine degli ascensori, e sono generalmente meno scurrili di quelli che scrivono nei bagni degli autogrill. Poi vengono quelli che scrivono sui blog.

Da giorni chiuso in casa, alle prese con un nuovo racconto breve ormai in avanzato stato di composizione, sono disturbato da un tanfo di cui non capisco la provenienza.


Da studente schivo e riservato, ho sempre cercato di stare dietro alle quinte. In particolare alla sezione G, nella quale la mitica Samanta tutto faceva fuorché studiare.

domenica 26 gennaio 2014

Fumare

Fumare

Night Letter to the Reader  (Billy Collins)      

Mi alzo dal letto aggrovigliato e vado fuori,
come un uccello lascia il suo nido,
o una lumaca che si prende una vacanza dal suo guscio,


ma solo per stare in piedi sul prato,
un comune insonne
tra i sistemi di crescita del giardino e del bosco.


(...)

semplicemente consapevole di essere solo
un animale in pigiama,

che sente solo l'umidità pallida
della notte e gli zefiri leggeri
che muovono le cime degli alberi.

(...)

e c'era qualcos'altro che volevo dirti,

qualcosa sulla calda luce arancione
nella finestra di casa,
ma ora mi chiedo se tu stai ancora ascoltando

e perché mi prendo la briga di dirti queste cose
che non faranno mai la differenza,
scaglie di cenere, piccole schegge di ghiaccio.

Ma questo è tutto ciò che voglio fare:
dirti che dalle cime degli alberi
alcuni uccelli notturni chiamavano,

l'erba era fredda e bagnata sui miei piedi scalzi,
e che a un certo punto, la luna,

(...)

apparve, del tutto inaspettata,
illuminando un gruppo di nuvole in movimento.

Bellissima, (nonostante la mia pessima traduzione) grazie Billy

Desideravo anch'io provare quella sensazione. Andare in giardino, però di giorno, a fumare. In ciabatte, perché dei sistemi di crescita del giardino non mi fido del tutto. Mi provocano una certa apprensione e mi mettono ansia. C'è spesso qualcosa che si muove di scatto nei sistemi naturali, non sai da dove parte né dove vuole andare. Meglio con le ciabatte.
Davanti casa c'è un'aiuola stretta e corta che costeggia il muretto, ma è già occupata. Benché piccola è molto rigogliosa. Secondo me troppo. E' impenetrabile; avrebbero potuto girarci Gorilla nella nebbia, quel film del 1988 con la  Sigourney Weawer, risparmiando sui costi della trasferta africana, anche se per noi sarebbe stato un impiccio per il catering. Lì non ci potevo andare a fumare.
Di fianco al vialetto c'è un'altra aiuola di circa cinque metri quadri, però vi era appena stata posizionata l'erba in rotoli e quindi non si poteva ancora calpestare. E poi al centro c'è un piccolo ulivo che sta provando a crescere e il fumo potrebbe anche dargli fastidio.
On line si trovano tantissime offerte di questo genere: prato a rotoli, erba roll, prato roll. Sono tutte uguali: erba in rotoli. Il sito sul quale ci eravamo concentrati offriva la possibilità di calcolare
l'esatto quantitativo di rotoli necessari, in modo da poterli posizionare senza avere residui o sprechi. Non sarebbe stato difficile vista l'esigua metratura del giardino, ma siccome sotto il box "Calcola la superficie" lampeggiavano altri box con Calcola la rata del Mutuo, Calcola la tua Età, Calcola la data di Nascita, Calcola il Peso Forma, Calcola il codice IBAN  e, soprattutto, Calcola la tua data di Morte, spegnemmo subito il computer e andammo dal fiorista. Fra l'altro mancava Calcola il tuo Codice Fiscale, l'unico dato che in taluni casi può essere utile ricavare. (www.pratoerboso.it)
La posa in opera non fu poi così semplice come si potrebbe immaginare. Non si tratta, infatti, solo di srotolare l'erba mentre si fischietta una canzone: è prima necessario dissodare minuziosamente il terreno, poi trattarlo in modo adeguato ed infine curare l'impianto con grande perizia. Circa così fu fatto. La canzone fischiettata fu Over the rainbow, con riferimenti alla versione di Chiara Galiazzo. Tale operazione  si protrasse fino a sera inoltrata. La mattina seguente, dal balcone si potevano apprezzare distintamente cinque strisce. Tre verdi, una che tendeva al verde ed una che tendeva al giallo. Niente di male, ci dicevamo, guariranno. Nell'attesa si trattava di indovinare che bandiera il prato suggerisse.
Prima del prato roll, nonostante l'assidua ed amorevole cura, quell'aiuola ingenerava un obbrobrio vegetale: erbette infestanti, introvabili sui dizionari botanici, venivano a crescere proprio lì. E buche. Molte buche, perché l'aiuola era terreno della Chicca. Già, era, il terreno della Chicca.
Per di più l'aiuola è adiacente alla strada e a me non piace espormi alla vista dei vicini o dei passanti mentre fumo. Anche se il fumo ha una cosa di buono: tiene lontane le persone. Meglio comunque provare nel giardino dietro casa.
Da quando alla Chicca è stata ufficialmente vietata l'erba roll, però, è il giardino dietro casa il luogo eletto per i suoi bisogni.
Ora, Billy Collins (Poet Laureate of the United States, cioè poeta ufficiale di stato) ha un cane che si chiama Jeannine e abita ad un'ora di treno da New York in una tranquilla casetta di periferia. E' considerato uno dei più importanti poeti statunitensi viventi, ma io non so come si regoli con le cacche del cane nei sistemi di crescita del suo giardino. Io, per dire, le raccolgo ogni due o tre giorni. Meglio quindi sostare per cautela sulla piccola piattaforma in cemento che introduce al giardino. Bene, finalmente ci siamo.
Ho acceso la sigaretta ed aspirato con voluttà. Non fumo molto. In genere faccio sei, sette boccate poi la spengo. Da dietro la siepe di pitosforo la vedova dice alla vicina: "Senti Franca, ti do le misure della vita... che è novantasette, giusto sopra i fianchi".

e c'era qualcos'altro che volevo dirti,
qualcosa sulla calda luce arancione
nella finestra di casa,
ma ora mi chiedo se tu stai ancora ascoltando
e perché mi prendo la briga di dirti queste cose
che non faranno mai la differenza,
scaglie di cenere, piccole schegge di ghiaccio.

Grazie ancora, Billy. Un abbraccio a Jeannine.


venerdì 10 gennaio 2014


Seduto in macchina, stavo tentando un poliptoto. Vedo un uomo che avanza barcollando, si avvicina al cestino dei rifiuti e vomita. Chiudo il quaderno e chiamo casa mia al fine di agguantare un briciolo di felicità. Di egoistica, rassicurante, discriminante felicità. (a César Vallejo)

martedì 3 dicembre 2013

Mi sia qui consentito di ringraziare pubblicamente i numerosi e fedeli lettori che hanno la bontà di seguire questo misero blog. Sono lusingato al pensiero che i post fino ad ora pubblicati abbiano riscontrato il vostro consenso. La vostra folta presenza ed i commenti di approvazione che ricevo rappresentano il miglior segnale della validità della direzione che ho intrapreso. Anche il vostro supporto mi è di grande aiuto: sapere che tante persone decidano di dedicarmi il loro tempo, trovando interessanti e ben scritti i testi che propongo, esprime nei miei confronti una stima che mi onora. Grazie! Desidero sappiate che la simpatia e l'intesa sono contraccambiate con affetto.
Alcuni di voi mi hanno contattato personalmente, invitandomi a delle serate tuttora in corso di organizzazione: grazie ancora, lo ritengo un amichevole gesto di apprezzamento e considerazione a riprova dell'interesse che dimostrate.
Prego tutti di scusarmi, quindi, se approfitto di questo spazio per rispondere ai loro inviti.

Elettrauto "La scossa volta" a Invalico Codognate, per il 31 dicembre 2013, serata di inaugurazione del nuovo bancone attrezzi.
Grazie per l'invito, ma quella sera la dedico da anni ad imbiancare casa.

Centro Estetico "L'ultima unghia" a Spizzano di Sotto, per il primo gennaio 2014, cerimonia per la chiusura del locale dopo mesi di inattività e tre denunce per lesioni personali.
Grazie per l'invito, ma quel giorno lo dedico da anni a coprire con un colore più scuro lo sfacelo combinato il giorno precedente nel tentativo di imbiancare casa.

"L'Altra Galvanica" di Bartolo Davini fu Bortolo s.n.c. di Piavalle (data da definire a causa di un iter processuale in corso). Riunione familiare per celebrare la donazione di 90 (novanta) euro all'Associazione Fiumi Puliti.
Ringrazio gli eredi per l'invito, ma sono, ahimè, allergico al cromo esavalente.

Edicola "Ce l'ho?" di Katiusha e sorelle s.r.l., sulla camionabile per Rimizzolo, per il 18 gennaio 2014, nel terzo anniversario del secondo rogo del chiosco.
Grazie carissime, vi sono vicino, ma quel giorno ho la revisione della Panda.

"CacciAlleanza Interregionale" - Zona Federale Marmagliago del Monte, per il 22 e 23 febbraio 2014. Il 22 ritrovo in località Tumolezzo per gara su starne senza sparo per ripopolamento. Il 23, invece, caccia alle starne con cani, fucili, pistole, reti, archetti, castagnole, mortaretti, eccetera. (Consentite le trappole e gli ordigni manufatti solo dalle ore 10 alle ore 11.30). Le premiazioni verranno effettuate nel corso di un incontro conviviale (alla presenza di un noto blogger) presso il ristorante "A spiedi nel bosco". (Per prenotare i petardi citofonare a Oscar).
Gentilissimi, vi ringrazio per l'invito, ma se vengo la mia Chicca è capace di togliermi il saluto: ubi maior...

Grazie quindi, grazie a tutti di aver pensato a me per le vostre belle e lodevoli iniziative: è con rammarico che non posso presenziarvi. Mi raccomando: continuate comunque numerosi ad inseguirmi sul blog ed a tirarmi i vostri commenti come avete fatto sino ad ora.

Un forte abbraccio.

Onde Daivan


martedì 26 novembre 2013

Prestigiosi esponenti del milieu culturale italiano si stanno in questi giorni interrogando, con poche eccezioni, su due temi che mi attanagliano (?) assai: l'ultimo libro di Fabio Volo e la trasmissione televisiva Masterpiece.
"La strada verso casa", il nuovo romanzo di Volo, sta vendendo un fottio di copie, così come accadde per i precedenti. "Certo, proprio in virtù dell'enorme successo, trattasi di letteratura di basso profilo", sentenziano dal gotha; "letteratura?!", rincarano dal gotha.2.
Siccome io in questa classe di esegeti non ho compagni di banco, ma ho solo compagni di bianco, me ne disinteresso parimenti assai, perché sono persuaso che, chi lo desideri, possa acquistare un libro di Fabio Volo senza sobbarcarsi anche il patema di doverlo nascondere quando è in pulmino, sia mai che incontrasse qualcuno del gotha, o qualcuno del gotha.2, che gli chieda conto di cosa stia leggendo, se letteratura alta o bassa. E poi, detto tra noi due, cioè tra me che scrivo e me che rileggo, se il libro di Volo vende tanto, tantissimo, buon per lui, i pannolini costano una cifra.
Masterpiece? (il talent di Rai Tre sulla scrittura): "ma per favore, no!, orrore!, Masterpiece proprio no! Stilo (e tanti) allo sbaraglio! La letteratura non può, non deve deformarsi in uno show! La selezione degli autori, anzi, degli Autori, non può essere affidata ad una giuria che deve risolvere il programma con formule ritrite mutuate dal mondo dello spettacolo al solo fine di incrementare l'audience e quindi, tout court, di abbassare il livello culturale e poi..., e..., e...". E cosa? E schiaccia 'sto cazzo di tasto del telecomando e gira, e il predicozzo fallo ai figli tuoi.
"No, Masterpiece davvero no". La Scuola Holden invece sì.
Ci si rassegni, dunque; Claudio Magris interviene poco ed il resto del milieu culturale italiano è a corto di argomenti. Ricicla pizze già masticate tempo fa (il penultimo libro di Fabio Volo, il precedente, popolare, talent show). Il bolo, insalivato e digerito è stato espulso, ma il gotha, imperterrito, ritorna col medesimo menù. Mi vengono alla mente parole dello scrittore ungherese Sándor Márai (1900-1989) Sull'orlo del baratro, una civiltà rimescola ogni cosa, organizza un recycling dei valori. A Pest questo procedimento si chiama "rimestare la merda".

Senza riferimento alcuno. Ci siamo dentro tutti. Anche a rileggere Proust.