domenica 22 dicembre 2013
martedì 3 dicembre 2013
Mi sia qui consentito
di ringraziare pubblicamente i numerosi e fedeli lettori che hanno la bontà
di seguire questo misero blog. Sono lusingato al pensiero che i post fino ad
ora pubblicati abbiano riscontrato il vostro consenso. La vostra folta presenza
ed i commenti di approvazione che ricevo rappresentano il miglior segnale della
validità della direzione che ho intrapreso. Anche il vostro supporto mi è di
grande aiuto: sapere che tante persone decidano di dedicarmi il loro tempo,
trovando interessanti e ben scritti i testi che propongo, esprime nei miei
confronti una stima che mi onora. Grazie!
Desidero sappiate che la simpatia e l'intesa sono contraccambiate con affetto.
Alcuni di voi mi hanno contattato personalmente, invitandomi
a delle serate tuttora in corso di organizzazione: grazie ancora, lo ritengo un
amichevole gesto di apprezzamento e considerazione a riprova dell'interesse che
dimostrate.
Prego tutti di scusarmi, quindi, se approfitto di questo
spazio per rispondere ai loro inviti.
Elettrauto "La scossa volta" a Invalico
Codognate, per il 31 dicembre 2013, serata di inaugurazione del nuovo bancone
attrezzi.
Grazie per l'invito, ma quella sera la dedico da anni ad
imbiancare casa.
Centro Estetico
"L'ultima unghia" a
Spizzano di Sotto, per il primo gennaio 2014, cerimonia per la chiusura del
locale dopo mesi di inattività e tre denunce per lesioni personali.
Grazie per l'invito, ma quel giorno lo dedico da anni a
coprire con un colore più scuro lo sfacelo combinato il giorno precedente nel
tentativo di imbiancare casa.
"L'Altra
Galvanica" di Bartolo Davini fu Bortolo s.n.c. di Piavalle (data da
definire a causa di un iter processuale in corso). Riunione familiare per
celebrare la donazione di 90 (novanta) euro all'Associazione Fiumi Puliti.
Ringrazio gli eredi per l'invito, ma sono, ahimè, allergico
al cromo esavalente.
Edicola "Ce l'ho?" di Katiusha e sorelle
s.r.l., sulla camionabile per Rimizzolo, per il 18 gennaio 2014, nel terzo
anniversario del secondo rogo del chiosco.
Grazie carissime, vi sono vicino, ma quel giorno ho la
revisione della Panda.
"CacciAlleanza
Interregionale" - Zona Federale Marmagliago del Monte, per il 22 e 23
febbraio 2014. Il 22 ritrovo in località Tumolezzo per gara su starne senza
sparo per ripopolamento. Il 23, invece, caccia alle starne con cani, fucili,
pistole, reti, archetti, castagnole, mortaretti, eccetera. (Consentite le
trappole e gli ordigni manufatti solo dalle ore 10 alle ore 11.30). Le premiazioni verranno effettuate nel corso
di un incontro conviviale (alla
presenza di un noto blogger) presso il ristorante "A spiedi nel
bosco". (Per prenotare i petardi citofonare a Oscar).
Gentilissimi, vi
ringrazio per l'invito, ma se vengo la mia Chicca è capace di togliermi il
saluto: ubi maior...
Grazie quindi,
grazie a tutti di aver pensato a me per le vostre belle e lodevoli iniziative:
è con rammarico che non posso presenziarvi. Mi raccomando: continuate comunque
numerosi ad inseguirmi sul blog ed a tirarmi i vostri commenti come avete fatto
sino ad ora.
Un forte abbraccio.
Onde Daivan
martedì 26 novembre 2013
Prestigiosi esponenti
del milieu culturale italiano si
stanno in questi giorni interrogando, con poche eccezioni, su due temi che mi
attanagliano (?) assai: l'ultimo libro di Fabio
Volo e la trasmissione televisiva Masterpiece.
"La strada verso
casa", il nuovo romanzo di Volo, sta vendendo un fottio di copie, così
come accadde per i precedenti. "Certo, proprio in virtù dell'enorme
successo, trattasi di letteratura di basso profilo", sentenziano dal
gotha; "letteratura?!", rincarano dal gotha.2.
Siccome io in questa classe di esegeti non ho compagni di
banco, ma ho solo compagni di bianco,
me ne disinteresso parimenti assai, perché sono persuaso che, chi lo desideri,
possa acquistare un libro di Fabio Volo senza sobbarcarsi anche il patema di
doverlo nascondere quando è in pulmino, sia mai che incontrasse qualcuno del
gotha, o qualcuno del gotha.2, che gli chieda conto di cosa stia leggendo, se
letteratura alta o bassa. E poi, detto tra noi due, cioè tra me che scrivo e me
che rileggo, se il libro di Volo vende tanto, tantissimo, buon per lui, i
pannolini costano una cifra.
Masterpiece? (il
talent di Rai Tre sulla scrittura): "ma per favore, no!, orrore!,
Masterpiece proprio no! Stilo (e tanti) allo sbaraglio! La letteratura non può,
non deve deformarsi in uno show! La selezione degli autori, anzi, degli Autori,
non può essere affidata ad una giuria che deve risolvere il programma con
formule ritrite mutuate dal mondo dello spettacolo al solo fine di incrementare
l'audience e quindi, tout court, di
abbassare il livello culturale e poi..., e..., e...". E cosa? E schiaccia
'sto cazzo di tasto del telecomando e gira, e il predicozzo fallo ai figli
tuoi.
"No, Masterpiece davvero no". La Scuola Holden
invece sì.
Ci si rassegni, dunque; Claudio
Magris interviene poco ed il resto del milieu
culturale italiano è a corto di argomenti. Ricicla pizze già masticate
tempo fa (il penultimo libro di Fabio Volo, il precedente, popolare, talent
show). Il bolo, insalivato e digerito è stato espulso, ma il gotha,
imperterrito, ritorna col medesimo menù. Mi vengono alla mente parole dello
scrittore ungherese Sándor Márai
(1900-1989) Sull'orlo del baratro, una
civiltà rimescola ogni cosa, organizza un recycling dei valori. A Pest questo
procedimento si chiama "rimestare la merda".
Senza riferimento alcuno. Ci siamo dentro tutti. Anche a
rileggere Proust.
venerdì 15 novembre 2013
Tutte le volte
Tutte le volte che qualcuno in città ti sorpassa a cento
all'ora, a destra, sinistra, sopra, sotto o dentro una rotonda. Generalmente
con una Golf, una Seat abartizzata o una Smart. Tipicamente con la faccia da
mosca della merda per via dei Ray-Ban verde scuro e tipicamente con l'alone
sonoro del "dum-dum" mentre ti sfiora. Potenzialmente andrà a morire
nella notte del prossimo venerdì o a far morire qualcuno. Il giorno successivo,
sui quotidiani locali, il sociologo da strada di turno dirà che era un bravo
ragazzo, aveva un buon lavoro, voleva molto bene alla famiglia, invece dalla
foto si evince chiaramente che era un burino acefalo che se l'andava cercando,
diversamente da quello/i che ha ammazzato.
Tutte le volte che sento quelli della Valtrompia che vogliono
l'autostrada, sebbene in cambio abbiano dato mefitici veleni per decenni.
Pentole e pentolini, posate e posatine e armi, armi,armi. Cromo esavalente nel
fiume Mella e nei terreni, il fiume usato come fogna perché senza un depuratore
da sempre, ora i valligiani anelano alla civiltà: vogliono l'asfalto.
Tutte le volte che leggo di cani avvelenati (l'ultima volta
a decine!) a causa di guerre tra bande di cacciatori e bracconieri (sempre
valtriumplini); minus habens, vigliacchi per di più, con la cultura della
morte, ma solo se straziante e divertente.
Tutte le volte, insomma, che abbandono le ciabatte per le
scarpe e mi inoltro nel consesso degli umani, penso alla frase di Aldo Busi (in E baci, Edizioni il Fatto
Quotidiano) e la ripeto come un mantra: "Plasma marcio ovunque giri il
bianco degli occhi".
E' un lenimento che genera conforto e mi quieto per un po'.
Purtroppo solo un po', ma almeno è un po'.
domenica 27 ottobre 2013
Una rivista d'evasione di quarta categoria mi offre una
manciata di euro in cambio di qualche battuta "veramente irresistibile". Siccome il mio frigo è quasi
vuoto, accetto.
Si narra che anche Carlos Kleiber facesse così; il
grandissimo direttore d'orchestra, infatti, pare accettasse nuovi ingaggi
solamente quando il cibo scarseggiava nel congelatore. Bene.
La scadenza per l'invio dei testi si avvicina, tuttavia di battute
veramente irresistibili non compare
neanche l'ombra; gli adorati spuntini consumati sul divano si allontano sempre
più.
Niente paura. Dovete sapere che quando sono alla ricerca di
battute veramente irresistibili e mi
manca il tempo, la voglia o la capacità di confezionarle personalmente, so dove
trovarle a colpo sicuro: nella rubrica che la Federcaccia tiene saltuariamente su di un quotidiano locale. Impossibile
sbagliare, credetemi, mai una delusione. Il materiale è abbondante e l'unico
lavoro da compiere è la selezione delle battute veramente irresistibili che compaiono nel testo.
In questa occasione, ad esempio, a causa dell'esiguità dello
spazio assegnatomi dalla rivista, non ho potuto prendere in considerazione lo
sfogo che un cacciatore ha inviato sotto forma di Lettera al Direttore al medesimo quotidiano sul quale si trova lo scrigno
delle freddure. Le sue doglianze vertono, come al solito, su tutti quegli
ingiusti impedimenti che inibiscono il pieno e incontrollato godimento della
sua passione: sparare a quanti più uccelli possibile in qualsiasi stagione ed
in ogni dove. Il prode lamentoso si riferisce, cioè, a quelle inique leggi
nazionali ed europee che regolano la materia. Il lamento termina con un
appello/invocazione di profonda e rara ispirazione : "Il problema principale però
è uno solo: la lotta ancestrale tra i misteri suggestivi della vita rurale, la
sua economia, la sua poesia, (che lui ben conosce perché la frequenta armato)
la
sua fatica e le sue leggi naturali contro il declino, l'egoismo e
l'individualismo illuminista e relativista della vita cittadina e industriale". (Che
lui ben conosce perché ha frequentato un master sul tema).
In chiusura, da vero esperto nella stesura di testi comici,
compare lei, la battuta veramente
irresistibile: "E noi purtroppo, rurali nell'anima, stiamo perdendo". (Sottolineatura mia).
Grazie, "rurali
nell'anima" è un bijou che offusca la gloria di Macario; ovviamente ne
ho preso nota, in un prossimo futuro tale gemma potrebbe valere almeno tre
merende.
Essendo, come vi ho detto, la vis comica dei cacciatori, loro malgrado, inesauribile, si tratta
ora di selezionare un paio di "perle" dalla imperdibile rubrica
citata al fine di guadagnarmi un pasto. Non sarà difficile.
Chi, al pari dei volatili, è preso di mira dai cacciatori in
una situazione che l'autore delle battute definisce come: "... un clima
socio-culturale che tende sempre più verso l'annientamento delle tradizioni
popolari e degli antichi valori rurali"? Chiunque sia contrario
alla caccia, ovviamente, singoli o associazioni: questi scalmanati,
incomprensibilmente ed ingiustificatamente contrari alla barbarie, sono
descritti come "... una società pervasa dall'animalismo, che altro non è se non
un fenomeno emozionale, irrazionale. Noi cacciatori dobbiamo riportare la gente
a una consapevolezza di tipo razionale, consistente innanzi tutto nell'atto del
rendersi conto che il mondo venatorio è una risorsa ecologica e culturale
indispensabile." Poi, forse al fine di potenziare questo ridicolo
iperuranio sociologico, arriva lei, la battuta veramente irresistibile: "Pecchiamo ancora per quanto riguarda
il lato della dimostrazione scientifica, ma rimedieremo...". Grazie,
la scorta alimentare si avvicina...
Non desidero forzare l'esegesi del testo, ma: "Pecchiamo ancora per quanto riguarda
il lato della dimostrazione scientifica", lo interpreto così: diciamo
e facciamo un sacco di vigliaccate, spesso in totale spregio delle leggi che
tentano di regolare la materia spacciandole per "cultura venatoria" o "tradizioni
popolari", ma non importa ragazzi, nessuno è perfetto, finché qualche
politico in cerca di quattro voti ci sostiene, avanti così, rurali nell'anima...
E una è andata; per trovare la seconda battuta veramente irresistibile è sufficiente
attendere la comparsata nel numero successivo della rubrica; con trepidazione,
ovviamente, ne va delle vivande...
Nel mentre apprendiamo che i "migratoristi" hanno
definito a livello unanime e con angoscia
la scorsa stagione venatoria come di "lacrime e sangue". Per loro,
si intende...
Quindi sul nuovo numero il comico di turno ci informa che: "...
abbiamo apportato alcune modifiche al nostro statuto. Modifiche necessarie per
adeguarci alle normative fiscali e per il riconoscimento giuridico da parte
della Regione, necessario per poter ottenere - udite udite - il 5
per mille e tutte le facilitazioni delegate alle associazioni onlus". Ora, ditemi voi se questa non è una
battuta veramente irresistibile...
Perché accedere al 5 per mille da parte dei cacciatori significa, a scanso di
equivoci, che si estraggono a sorte 5 cacciatori su mille ai quali gli altri
995 spareranno una rosa di pallini nelle chiappe, giusto per vedere l'effetto
che fa. D'altronde nessun organismo cellulare che produca almeno tre sinapsi
potrebbe immaginare che si stia facendo riferimento a quella quota IRPEF che lo
Stato distribuisce a favore degli enti che svolgono attività socialmente utili.
O no?
Vogliono essere riconosciuti come ONLUS (Organizzazione non
lucrativa di utilità sociale)!? Ma che fai, me cojoni?
La richiesta, oltreché stolta, è immorale e persino
sacrilega: appare difatti ovvio ai più che nessun portatore di morte per
diletto possa essere assimilato a chi partecipa, promuove o sostiene attività socialmente utili. Ma, come detto,
ciò è noto solo ai più.
Requisiti dello statuto o atto costitutivo (da
Wikipedia)
Al fine di acquisire la qualifica di ONLUS è necessario che lo statuto o
l'atto costitutivo dell'ente, redatto nella forma dell'atto pubblico o della
scrittura privata autenticata o registrata, prevedano espressamente:
- lo svolgimento di almeno una
delle seguenti attività:
assistenza sociale e socio
sanitaria;
assistenza sanitaria;
beneficenza;
istruzione;
formazione;
sport dilettantistico;
promozione e valorizzazione dei
beni culturali;
tutela e valorizzazione
dell'ambiente;
promozione della cultura e dell'arte;
tutela dei diritti civili;
ricerca scientifica di
particolare interesse sociale, come definita dal d.P.R. 14 giugno 2003, n. 135;
- l'esclusivo perseguimento di
finalità di solidarietà sociale; eccetera, eccetera.
Si può sin troppo facilmente prevedere che "sport dilettantistico" e "tutela e valorizzazione
dell'ambiente" siano le attività nelle quali gli allegri migratoristi,
capannisti e bracconieri si sentano meritoriamente inclusi. Dove, ad esempio,
per sport dilettantistico si intende
sparare 35 grammi di piombo ad un uccello che di grammi ne pesa 25, mentre
riempire il terreno di piombo è il loro particolare, personalissimo modo di
interpretare la tutela e valorizzazione
dell'ambiente.
"...sulla base di questi conteggi, il piombo
riversato ogni anno nell’ambiente è stato valutato in 25.000 t (Consiglio, 1990)...
... A titolo esemplificativo si riporta il
conteggio del quantitativo di piombo disperso in provincia di
Brescia, una realtà dove
si registra un’elevata densità venatoria e per la quale sono disponibili dati dettagliati
sul numero di capi abbattuti, suddivisi per tipologie di caccia...
...Al termine del
calcolo, è risultato che nel corso della stagione venatoria 2005/2006 sono
state disperse tra le 40 e le 60 t di piombo, corrispondenti ad una
media di 1.300-2.000 g a cacciatore. Per le modalità con cui sono stati scelti
i parametri per effettuare il computo, si ritiene questo risultato il più
conservativo possibile.
... I suoli inquinati rappresentano un’importante
via di contaminazione per l’uomo, per tramite delle colture agricole destinate
all’alimentazione umana; in corrispondenza di terreni abitualmente
frequentati dalle persone, l’assunzione può avvenire anche direttamente per
ingestione di polveri, cosa che si verifica di frequente nel caso dei bambini
(Mielke e Reagan, 1998).
... La tossicità del piombo e dei suoi composti
è nota da alcune migliaia di anni, tuttavia solo di recente si sono
compresi meglio gli effetti delle esposizioni a bassi livelli di
concentrazione...
... Una volta penetrato nelle cellule, il
piombo causa disordini metabolici che provocano effetti su diversi apparati
(nervoso, respiratorio, escretore, digerente, circolatorio, endocrino); inoltre
si sospetta che possa determinare l’insorgenza del cancro".
(ISPRA - Istituto
Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - Il piombo nelle munizioni da caccia: problematiche e possibili
soluzioni - Alessandro Andreotti e Fabrizio Borghesi
Rapporto realizzato
su incarico del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare, 2012)
Ringraziamo di cuore, cari comici migratoristi, capannisti e
bracconieri per l'inedito contributo volto a tutelare e valorizzare l'ambiente.
Il prezioso residuo del vostro lodevole diletto (piombo) generosamente donato
all'intera comunità, vi spalanca le porte della galassia dell'associazionismo
utile e responsabile.
Diciamo piuttosto che la risposta, ammesso che la demenziale
richiesta venga effettivamente avanzata, potrebbe semplicemente essere
palindromica: ONLUS - SUL NO !!
Il finale della farsa è dedicato alle guardie venatorie "Queste
non sono in possesso di un regolamento vero e proprio, operano al di fuori del
coordinamento provinciale e spesso invece di essere ben visibili, cioè in divisa,
cercano di stanare il cacciatore vestendosi in borghese o rendendosi
riconoscibili il meno possibile".
Si capisce, è il pieno rispetto della legge ed il loro
comportamento irreprensibile (spesso millantati su detta rubrica) che fanno
muovere questo rilievo. Intendono dire, in breve, che gradirebbero tanto ricevere dalle guardie venatorie una
telefonata di cortesia del tipo: "caro cacciatore, domani lascia a casa
gli archetti, occulta per tempo le specie non cacciabili ed i capi in eccedenza
abbattuti perché forse passiamo...".
Cercavo un paio di battute veramente irresistibili ed invece ho trovato una miniera di
buffonate, di codardia e di falsità che generano effetti nefasti, mortiferi e
deleteri per l'intera comunità.
Domenica 15 settembre è iniziata la mattanza, ma loro la
chiamano "prelievo".
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