Ma che cosa
sarà successo nella tua testa quando, il giorno dopo esserti sentito quasi un
vicedio, ti credi meno di una merda senza alcuna chance? E pensi, non solo che
le cose andranno male, ma non andranno da nessuna parte. Se non tra le tue
palle per arrecarti un tormento persino ingiustificato. Se sei capace di
molestarti da solo, la mezza giornata da vicedio, ti sei sbagliato, non era
tua. Buona la seconda.
venerdì 20 novembre 2015
sabato 14 novembre 2015
8 PERSONE (Parigi, 13 novembre 2015)
8 Persone
possono mettersi insieme, suonare del blues e farci piangere.
8 persone possono mettersi insieme suonare del blues e farci piangere.
venerdì 13 novembre 2015
"La sostanza del problema"
Leggo, con attempata e invidiosa simpatia, che è oggi in uso tra i giovani maschi della specie umana comporre dei
brevi scritti utilizzando parole seducenti ed ammalianti. La pratica, che ha
come unico scopo (?) quello di rintontire le giovani femmine della stessa
specie rendendole così più disponibili all'attività sessuale, adopera la
formula del "mantra". Si tratta in sostanza di una invocazione ripetuta ossessivamente fino a stordire la femmina
prescelta ed indurla alla resa. Può essere trascritto, recitato ad alta voce,
teneramente sussurrato o anche solo enunciato mentalmente. Scelta,
quest'ultima, scartata di principio dai galletti novelli, pena la mancata
conquista della meta desiderata. Quindi la disfatta cerebrale e l'annientamento
dell'autostima.
Ora, ai miei
tempi vigeva un sacro rispetto per le belle lettere, in tutte le sue forme
stilistiche e retoriche, incluse quelle di origine orientale come, appunto, il
"mantra" che, poco
conosciuto, iniziava solo allora ad affacciarsi sulla scena italiana, al pari
della cannabis, per restare nel
filone delle eccellenze. Nessuno, quindi, avrebbe osato cimentarsi nel seminare
queste trappole linguistiche di basso bracconaggio. Ci si dedicava molto,
invece e più signorilmente, alle buone letture sull'argomento.
Posto che "La sostanza del problema"
(assicurarsi la gnocca in tempi
ragionevoli) rappresentava ovviamente una questione altrettanto pressante.
Il testo al
quale si faceva ciecamente riferimento era un voluminoso tomo di circa 462
pagine, considerato come una pietra miliare nell'ambito della sessuologia. Si
trattava di: "Come farsela dare in 45 minuti", scritto da un anziano
caposcuola nordamericano, vera celebrità negli studi di questo settore, tale Maj Wysta.
Il branco
degli (allora) giovani maschi, disponeva però di un solo volume che, a turno,
veniva consultato dai vogliosi membri della specie. Tuttavia, tale volume ci
era giunto (rubato) già vecchiotto ed era stampato veramente male, di pessima
qualità, con addirittura dei gruppetti di pagine appiccicate e quasi
inseparabili. Quindi l'impressione dopo la lettura di alcuni capitoli (quelli
con le figure) generava una certa inquietudine, una opprimente ansia, come se
alla fine qualcosa di fondamentale sfuggisse o non fosse ben compreso.
Per cui,
quanto effettivamente queste trepidanti letture, spesso notturne, siano state
utili al raggiungimento del traguardo, non è cosa che si possa confessare ai
nuovi rappresentanti della specie. Anche perché la diversità delle strategie
messe in atto per affrontare il sempiterno tormento, rende le esperienze
incomparabili. (Questo l'ho scritto un
po' per pararmelo, lo ammetto).
Comunque, per
ciò che riguarda l'eventuale stesura di un "mantra", qualora inopinatamente mi tornasse qualche prurito, in
tasca qualche parolina da sparpagliare ce l’ho anche io. Il fatto è che al solo
pensiero un dubbio mi assale e mi intimidisce: e se il mio "mantra", pur decoroso, non fosse
abbastanza lungo?
giovedì 12 novembre 2015
Un ricercatore di due secoli fa e i suoi appunti
"Sfoglio
svogliatamente gli articoli sui quali sto lavorando. Dalle pagine di: "Comparison of On-Demand vs Planned
etc." esce un tuo capello. Il ricordo della felicità, si può ancora
chiamare felicità? Può essere. Ma senza la tua voce, il respiro, lo sguardo e
il silenzio.
Lo lascio lì,
tra "results" e "conclusions". Forma una sottile
linea scura sulla pagina. Ha il tuo DNA di quando sei nata. Il resto è a miglia
da qui. Confonde, unisce e spezza le parole, come fossi tu da bambina che prova
a scrivere "hello".lunedì 9 novembre 2015
Non ricordo esattamente in quale
occasione, nella fase
finale della mia adolescenza, accadde che ricevetti in dono la consapevolezza di
quali fossero le uniche e reali finalità della mia esistenza su questo pianeta:
consumo del suo suolo e sperpero delle sue risorse. Totale, inutile e dannosa dissipazione
di energia.
Concorde col
precetto, da quel dì non ho fatto altro che perfezionare la mia depressione e
la mia angoscia. Quando le cose sembrano andare un po' meglio (non so il
perché, ma inspiegabilmente in alcune giornate le cose sembrano andare un po'
meglio) tento strenuamente di capovolgere lo spregevole destino. Allora lotto,
alla ricerca di un significato, di un movente, anche solo uno, che sbugiardi l'insopportabile
vaticinio. E chiamo a raccolta le scarse forze residue. Unicamente per organizzare il fine settimana.
La sfotto
Elogio del lattoniere. Si
tratta di una categoria ingiustamente poco conosciuta ed apprezzata, alla quale
vorrei qui rendere giustizia. Nella sfotto
il mio, di lattoniere, Ernesto,
mentre libera la grondaia dalle foglie in un giorno di pioggia.
martedì 27 ottobre 2015
L'ingresso è libero
A Piana degli
Impervi (Tn), proseguono le iniziative invernali.
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